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Il settore del legno in Ticino

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Breve storia dei boschi e della Federlegno Ticino

 

 

Il patrimonio boschivo è sempre stato un elemento fondamentale dell'economia rurale del Cantone Ticino.

Il legname - in passato molto utilizzato sia quale elemento da opera (per la costruzione di edifici, mobili, attrezzi...) sia quale fonte di riscaldamento - era infatti una delle materie prime più sfruttate, non solo per l'uso indigeno ma anche per l'esportazione; nel nostro caso, verso le città della pianura lombarda, grandi "utilizzatrici" di legname ticinese.

Lo sfruttamento dei boschi, specie nel corso dell'Ottocento, in parecchi casi superava di molto l'accrescimento naturale, per cui in varie regioni del Cantone (come del resto anche in altre parti della Svizzera) la copertura vegetale del terreno venne progressivamente  ridotta, non consentendo più al bosco di svolgere i suoi normali compiti protettivi. Le disastrose alluvioni del 1839 e del 1868 ne furono una tragica quanto inevitabile conseguenza.

In seguito a quegli avvenimenti, la Confederazione emanò severe norme di protezione, basate sul princìpio che la superficie boschiva non potesse più essere ulteriormente ridotta in nessun caso, ma si dovesse invece fare il possibile per  aumentarla. Prima di procedere a qualunque taglio doveva perciò essere chiesta un'autorizzazione alle competenti autorità forestali, che si fecero pure promotrici di numerosi rimboschimenti un po' in tutta la Svizzera.

A poco a poco fu così possibile invertire la tendenza. Fin quando rimase in vigore l'economia tradizionale (grosso modo fin dopo la seconda guerra mondiale) l'utilizzo di legname rimase comunque elevato, cosicché la ricrescita della superficie boschiva fu lenta.

A partire dalla metà del Novecento la trasformazione dell'economia subì invece una rapida accelerazione. Sia nelle costruzioni che nel riscaldamento vennero infatti vieppiù utilizzati nuovi materiali e nuovi sistemi. Anche per il legno impiegato, si preferì spesso materiale di altra provenienza. Si passò insomma da una fase di sovra-utilizzazione a una di sotto-utilizzazione. Il contemporaneo abbandono di molte superfici agricole, favorì ulteriormente uno sviluppo della vegetazione arborea come non si era mai visto.

Con i mutamenti socio-economici della fine del 20° secolo il bosco assunse sempre più il ruolo di elemento naturale e di svago, con un ruolo multifunzionale.

Per far fronte alla perdita di importanza del legno, nel 1967 venne istituita la "Commissione cantonale del legno", della quale furono chiamati a far parte rappresentanti del Cantone (Sezione forestale), dell'Alleanza patriziale ticinese, dell'Associazione delle segherie e degli imprenditori forestali. Tale Commissione aveva il compito di fissare i prezzi indicativi del legname in vendita e quindi (indirettamente) quello di favorirne il commercio.

In seguito alla nuova legge forestale del 1998, tale organizzazione è stata ritenuta non più sufficiente, per cui si è deciso di trasformarla in Federlegno Ticino, al fine scopo di ampliarne sia la composizione degli enti affiliati, sia gli scopi.

 

 

 

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