Rapporto finale del modulo 1

 

 Il progetto di valorizzazione del legname ticinese di frondifere

 

Modulo 1: Il test di segagione del legname frondifero ticinese

Executive  Summary

A partire dal mese di marzo 2015, per la durata di sei mesi, si è svolto il modulo 1 del progetto di valorizzazione del legname di frondifere ticinese, che consisteva nel testare la qualità e la quantità del legname frondifero attraverso la segagione di specie indigene.

L’obiettivo di questo primo modulo era di procedere alla segagione di frondifere di qualità B/C/D per permettere una valutazione pratica ed economica delle potenzialità del legno ticinese. Il legname scelto non doveva essere di prima qualità, proprio perché doveva rispecchiare quanto è effettivamente e sufficientemente presente nei boschi locali.

I risultati riguardanti qualità e valore sono incoraggianti, citiamo qui i più importanti. Anzitutto, il test ha confermato che nei nostri boschi esiste legno d’opera dal quale è possibile ottenere prodotti di qualità. Questo primo risultato, benché possa risultare banale, è essenziale alfine di approfondire ogni ulteriore sviluppo.

Inoltre, quale secondo risultato degno di rilievo, dagli operatori della filiera bosco-legno (falegnami, carpentieri, rivenditori, segantini), è stata confermata una disponibilità a pagare per i prodotti-test che è superiore al loro costo di produzione. Il test mostra dunque come sia possibile valorizzare una parte della produzione frondifera a dei valori superiori a quanto fatto sinora; attualmente il 98,9% dei tronchi è destinato alla produzione di cippato, con un valore aggiunto molto basso.

Oltre a questi risultati, non vanno dimenticati gli scambi di informazioni e collaborazione tra operatori, che ha permesso di ottenere una migliore comunicazione, così come una crescita della cooperazione all’interno della filiera bosco-legno.

Dal test sono emerse alcune indicazioni alle quali sarebbe opportuno dar seguito con lo svolgimento di un ulteriore modulo di questo progetto. In particolare sono emersi:

·       La necessità di conoscere in dettaglio la qualità, la quantità e le condizioni di raccolta dei boschi distribuiti nel Canton Ticino; questo anche per migliorare e aumentare la produzione annua totale, anche tramite il monitoraggio di tagli già programmati e distribuiti equamente sul territorio.

·       La prima fase del progetto ha dimostrato che esiste la possibilità di valorizzare il legno di frondifera, ma bisogna ora risolvere il problema operativo di come si vuole sviluppare questo mercato. Le problematiche sono di ordine organizzativo ma anche pratico, ad esempio, come deve operare l’impresario forestale, che ruolo hanno le segherie, come collaborare con i rivenditori e come sviluppare la promozione del materiale segato o in tronchi, ecc.

·       Riguardo ai prodotti del frondifero, si sono riscontrate alcune opportunità tecniche che potrebbero fornire uno sbocco a nuovi prodotti. In particolare per le travi da carpenteria in castagno sarebbe opportuno eseguire dei test statici e di resistenza che definiscano l’uso anche in presenza di cipollatura o altri problemi insiti nel legno. Inoltre, sarebbe interessante svolgere un test con l’obiettivo di verificare la fattibilità di incollati con le frondifere (travi o tavolati).

·       La necessità di riconoscibilità del prodotto locale attraverso un marchio-Ticino; affinché gli sforzi di federlegno.ch, degli attori istituzionali (Sezione forestale, Piattaforma bosco-legno) e degli operatori locali del settore siano riconosciuti, andrebbe studiato un marchio per il riconoscimento del prodotto e per la tracciabilità dello stesso.

 

Visti i risultati sin qui ottenuti, sarebbe opportuno continuare questo progetto con un secondo modulo, con l’obiettivo di trovare delle soluzioni agli spunti e ai problemi emersi dal primo modulo.

 

Il test di segagione del legname frondifero ticinese

Modulo 1 del progetto di valorizzazione del legname ticinese di frondifere

 

 

1.            Introduzione

 

Nella seconda metà del 2014 federlegno.ch, associazione mantello che raggruppa gli operatori legati al tema e prodotto bosco-legno nella Svizzera Italiana, ha iniziato l’implementazione di un progetto di valorizzazione del legno indigeno di frondifere.

Il ricavo nettamente inferiore per il legno frondifero d’energia rispetto al ricavo prodotto dal resinoso d’opera e il fatto che dell’ottimo legno frondifero venga cippato e in seguito bruciato hanno convinto la federlegno.ch a investire risorse nella ricerca di una diversificazione qualitativa all’attuale utilizzo del frondifero, che coinvolgesse finalmente tutti gli attori della filiera (impresari forestali, segherie, rivenditori, carpentieri, falegnami, architetti, associazioni di categoria, enti pubblici, scuole professionali e universitarie).

Il progetto è stato così definito a inizio 2015, in collaborazione con la Sezione forestale, le associazioni professionali del settore del legno si è reso possibile grazie ai finanziamenti provenienti dalla nuova politica regionale (NPR/filiera bosco-legno).

Benché il corposo progetto sia articolato in parecchi moduli (l’offerta di frondifere, la segagione, i prodotti di falegnameria e carpenteria, la domanda di prodotti di legno locale, il marchio “Legno-Ticino”, la formazione degli operatori del legno, la promozione del legno locale e la collaborazione tecnica con gli istituti universitari USI e SUPSI), si è deciso di iniziare con un test pratico di segagione che avesse l’obiettivo di valutare la quantità e la qualità del legno locale.

Nel mese di marzo del 2015, dopo alcuni mesi di preparazione, è iniziato il test di segagione del legname ticinese di frondifere, conclusosi sei mesi dopo.

 

 

Lo studio di analisi procede qui nei due capitoli seguenti:

I.         Le frondifere da produzione in Ticino: questa prima parte ha l’obiettivo di valutare e comprendere gli aspetti quantitativi e qualitativi del bosco di frondifere in Ticino.

II.      Il test di segagione del legname ticinese: questa seconda parte ha l’obiettivo di procedere ad una segagione di diverse essenze ticinesi in modo da permettere una valutazione pratica ed economica delle potenzialità del legno ticinese.

Al termine di queste due parti principali saranno espresse le considerazioni generali del progetto alfine di delineare quali sono i passi ancora necessari e successivi alfine di raggiungere gli obiettivi di valorizzazione delle frondifere ticinesi.

 

I  Le frondifere da produzione in Ticino

Questo capitolo si inserisce all’interno del progetto di valorizzazione del legname frondifero, promosso da federlegno.ch, ed è un tassello importante in quanto permette di valutare e comprendere gli aspetti quantitativi e qualitativi del bosco di frondifere in Ticino.

L’obiettivo di questa parte di studio è fornire indicazioni riguardanti:

·       la quantità e le specie presenti in Ticino, con particolare riferimenti ai circondari forestali;

·       la qualità e le condizioni di raccolta del legname frondifero indigeno.

 

1.            Le fonti dei dati e i rilevamenti

Nel corso degli ultimi decenni sono stati effettuati parecchi rilevamenti nei boschi, sia a livello cantonale che dalle Autorità federali.

Tutti questi rilevamenti sono stati utilizzati per produrre delle analisi, anche se si incontra talvolta qualche difficoltà nel rendere omogenei i dati utilizzati. Infatti, ogni rilevamento è stato prodotto in anni diversi, con metodi e obiettivi diversi e non meraviglia che i dati differiscano parzialmente.

Ecco di seguito una lista dei principali rilevamenti che sono stati utilizzati nel presente studio:

·       Carta ticinese della vegetazione arborea (conosciuta come Carta Ceschi), 1970-1995, 2006: è a tuttora la statistica che fornisce l’indicazione sulla distribuzione dei tipi di bosco a livello di circondario ticinese;

·       Inventario Forestale Nazionale (IFN); vi vengono rilevati lo stato e l'evoluzione del bosco svizzero, tramite un campionamento sistematico. Su aree di saggio vengono rilevati innumerevoli dati su alberi, soprassuoli boschivi, condizioni della stazione e anche dati derivanti dall'inchiesta presso i servizi forestali locali. Sinora sono stati eseguiti i seguenti rilevamenti:

- IFN1: primo rilevamento eseguito tra il 1983 e il 1985;

IFN2: secondo rilevamento eseguito tra il 1993 e il 1995;

- IFN3: terzo rilevamento eseguito tra il 2004 e il 2006. Questo rilevamento è attualmente disponi-bile e di uso corrente per le analisi. In particolare, è stato possibile calcolare delle informazioni riguardanti l’accrescimento1 confrontando l’IFN3 con il precedente IFN2;

IFN4: quarto rilevamento, attualmente in corso basato su rilevamenti in continuo previsti tra il 2009 e il 2017; sul sito dell’IFN sono già disponibili indicazioni parziali di questo rilevamento;

·       GEOSTAT: è il centro di competenze dell'Ufficio federale di statistica per il sistema di informazione geografico. Questo centro mette a disposizione dati georeferenziati a livello di cantoni e comuni, che permettono di realizzare delle analisi estremamente fini riguardanti gli usi del territorio.

 

2.            Superficie boschiva, provvigione e accrescimento

Per avere una visione generale, che permetta di entrare nelle particolarità dei temi che si vogliono approfondire, è anzitutto importante presentare alcune tabelle che mostrino quale sia la superficie boschiva e la distribuzione del tipo di bosco a livello di circondario forestale ticinese.

 

11  L’accrescimento nelle statistiche federali è definito “Incremento”. I termini sono sinonimi.

 

Tabella 1: Superficie forestale per circondario (ha)

 

Circondario forestale

Carta Ceschi

(1970-1995, 2006)

GEOSTAT

(2009)

IFN3

(2004/06)

Copertura boschiva

del territorio (%)

TI01

7'957,0

9'466,0

10'000,0

30,8%

TI02

16'676,4

18'976,0

19'900,0

61,8%

TI03

6'688,4

14'012,0

14'400,0

39,9%

TI04

14'725,9

15'868,0

16'700,0

53,7%

TI05

11'215,6

12'742,0

14'100,0

71,9%

TI06

13'402,6

14'423,0

14'200,0

62,2%

TI07

22'585,6

26'598,0

27'700,0

48,6%

TI08

11'182,3

12'083,0

12'900,0

75,7%

TI09

17'156,9

18'148,0

18'800,0

72,4%

TOTALE

121'590,7

142'316,0

148'700,0

54,0%

 

Legenda circondari forestali

TI01

Faido (Alta Leventina)

TI02

Biasca (Riviera, Bassa e Media Leventina)

TI03

Acquarossa (Distretto di Blenio)

TI04

Locarno (Comuni compresi tra Brissago e Riazzino e in Val Verzasca)

TI05

Muzzano (Vedeggio, Val Colla, Capriasca e Luganese)

TI06

Muzzano (Malcantone e Distretto di Mendrisio)

TI07

Cevio (Valle Maggia)

TI08

Locarno (Terre di Pedemonte, Centovalli e Val Onsernone)

TI09

Arbedo-Castione (Bellinzonese, Valle Morobbia, Piano di Magadino e Gambarogno)

  

Come si può osservare (Tabella 1), la superficie boschiva ticinese è aumentata nel corso degli anni, coprendo attualmente oltre il 50% del territorio ticinese (media Svizzera: 32%).

Nella tabella sono presentati tre diversi rilevamenti che presentano dati leggermente diversi. Le differenze riscontrate sono dovute a diversi motivi: in parte dai diversi anni in cui è stato effettuato il rilevamento, ma pure per il diverso metodo utilizzato, così come dalla diversa considerazione della superficie dell’arbusteto nelle varie statistiche.

L’ultima colonna della tabella presenta la quota di copertura boschiva del circondario forestale (rispetto all’IFN3); contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le percentuali inferiori si osservano nelle valli, in cui una buona parte del territorio si eleva al disopra della zona limite del bosco (Alta Leventina, Blenio e Valle Maggia).

La tabella seguente (Tabella 2) mostra chiaramente come vi sia una composizione sostanzialmente diversa nei boschi ticinesi dovuta alla conformazione del territorio: nelle valli del nord si osserva un’alta percentuale di resinose, mentre nel sud del Ticino vi sono alcuni circondari in cui la percentuale di frondifere supera addirittura il 90% (Malcantone e Distretto di Mendrisio con il 94,1% e Vedeggio, Val Colla, Capriasca e Luganese con 91,1%).

In Ticino, nel complesso, le latifoglie coprono due terzi del territorio (66%), il rimanente è popolato da resinose (34%).

Tabella 2: Distribuzione dei tipi di bosco per circondario, secondo la superficie forestale2

 

Specie / circondario

 

Cat.

 

TI01

 

TI02

 

TI03

 

TI04

 

TI05

 

TI06

 

TI07

 

TI08

 

TI09

Castagneto

Latifoglie

1,4%

12,7%

19,7%

27,3%

31,5%

32,5%

6,2%

8,4%

32,0%

Faggeta

Latifoglie

 

8,4%

1,7%

33,6%

37,8%

25,3%

32,5%

39,7%

33,5%

Roverina

Latifoglie

0,1%

0,5%

 

1,8%

1,2%

4,7%

3,2%

5,3%

1,1%

Misto Latifoglie

Latifoglie

2,8%

6,2%

21,9%

10,7%

18,4%

19,8%

4,2%

16,3%

14,9%

Ostrieto

Latifoglie

 

 

 

 

7,8%

17,6%

 

 

0,4%

 

Latifoglie

4,3%

27,8%

43,3%

73,4%

96,7%

100,0%

46,1%

69,6%

81,8%

 

Pecceta

 

Resinose

 

68,1%

 

43,8%

 

 

0,7%

 

0,6%

 

 

9,8%

 

2,2%

 

7,8%

Lariceto

Resinose

18,9%

15,8%

44,4%

23,6%

2,1%

 

36,0%

13,8%

4,6%

Abetina

Resinose

0,4%

5,4%

5,9%

2,1%

0,0%

 

8,0%

14,4%

5,3%

Pineta

Resinose

8,3%

7,1%

6,4%

0,1%

0,6%

 

 

 

0,4%

 

Resinose

95,7%

72,2%

56,7%

26,6%

3,3%

0,0%

53,8%

30,4%

18,2%

TOTALE

 

100,0%

100,0%

100,0%

100,0%

100,0%

100,0%

100,0%

100,0%

100,0%

 

Fonte: Carta Ceschi

 

La Tabella 3 mostra la provvigione in migliaia di metri cubi di legname in bosco per ogni circondario. Dai dati si osserva come la quasi totalità della provvigione di resinose è concentrato nei circondari del Sopraceneri (99%), mentre che nella stessa area si concentra il 64% della provvigione frondifera.

 

I due circondari del Sottoceneri (T05 e T06) rappresentano il 15% del territorio cantonale, ma possiedono poco meno dei due terzi della provvigione frondifera (61%).

Benché le frondifere ricoprano il 68,3% della superficie ticinese, le stesse rappresentano il 55,7% della provvigione in bosco, in quanto possiedono mediamente un fusto di dimensioni inferiori.

 

Tabella 3: La provvigione secondo la tipologia di bosco, per circondario (mc)3

 

Circondario forestale (2013)

Latifoglie

 

Conifere

 

TOTALE

1000 m³

± %

1000 m³

± %

1000 m³

± %

TI01

320

25

1’150

19

1’470

15

TI02

888

17

2’724

13

3’612

10

TI03

443

26

2’086

15

2’529

12

TI04

1’432

14

372

34

1’804

12

TI05

2’652

11

123

65

2’775

10

TI06

2’488

9

193

51

2’681

8

TI07

2’281

13

1’872

14

4’153

9

TI08

1’366

15

814

21

2’180

12

TI09

3’025

16

1’168

25

4’193

12

TOTALE

14’941

5

10’603

7

25’544

4

Fonte: IFN3

 

2 L’obiettivo di questa tabella è di mostrare la distribuzione tra boschi di produzione di latifoglie e di conifere. Da questa tabella sono stati esclusi il bosco pioniere, la golena e le piantagioni.

3 Oltre ai metri cubi, in questa tabella è stato ripreso la variazione statistica in termini percentuali (intervallo di confidenza).

 


 

3.            L’accrescimento dei boschi di frondifere

La Tabella 4 mostra come l’accrescimento annuo per ettaro dipenda molto dalla tipologia di bosco, che a sua volta dipende dalla quota alla quale lo stesso si trova. Accrescimenti ridotti dunque per le conifere (media di 1,6 mc/anno/ha), mentre accrescimenti anche oltre il 5 mc/anno/ha per le frondifere (in media 3,7 mc/anno/ha).

Tabella 4: L’accrescimento annuo per ettaro, secondo la specie, per circondario (mc/anno/ha)

 

 

Circondario forestale (2013)

Latifoglie

 

Conifer

e

(m³/anno/ha)

± %

(m³/anno/ha)

± %

TI01

1,4

26

2,8

16

TI02

2

18

3,3

13

TI03

1,3

27

3,9

17

TI04

4,2

13

0,5

33

TI05

5,3

7

0,3

64

TI06

5,6

5

0,2

57

TI07

3

14

1,8

16

TI08

2,9

12

1,4

22

TI09

6,3

30

1,1

26

TOTALE

3,7

8

1,6

8

 

Fonte: IFN3 

L’accrescimento annuo per ettaro permette di estrapolare i dati riguardanti l’accrescimento delle specie all’anno in ogni circondario (vedi Tabella 5).

Tabella 5: L’accrescimento annuo delle frondifere, per circondario (mc/anno)

 

m³/anno

MEDIA

± %

TI01

2’485

+/- 56,2

TI02

12’661

+/- 32,2

TI03

4’063

+/- 53,7

TI04

47’201

+/- 23,2

TI05

66’721

+/- 13,4

TI06

76’618

+/- 9,2

TI07

42’903

+/- 24,3

TI08

24’460

+/- 23,2

TI09

83’438

+/- 39,1

TOTALE

359’740

+/- 23,0

Fonte: IFN3

 

La Tabella 5 mostra i valori medi dell’accrescimento delle frondifere per circondario (mc/anno) e la deviazione standard che tiene conto della forte variabilità dei dati rilevati con gli inventari forestali nazionali (IFN), i cui valori massimi o minimi possono passare dalla metà a oltre una volta e mezza la media indicata nella tabella (ad esempio nel caso del TI01 con +/-56,2%).

L’accrescimento annuo di frondifere a livello cantonale (dato medio) è pari a 359'740 mc. Questo valore è indicativo della quantità di frondifere che è possibile tagliare pur garantendo la sostenibilità della produzione del bosco.

Data l’alta variabilità dei dati, si è voluto verificare la correttezza dei calcoli eseguiti basandosi sulle diverse tabelle elencate. Infatti, se al valore dell’accrescimento annuo di frondifere (pari a 359'740 mc) si aggiunge l’accrescimento annuo delle conifere otteniamo un valore di poco inferiore a 500'000 mc annui; questo valore è molto vicino all’accrescimento di lungo periodo calcolato dalla Sezione forestale e conferma la correttezza dei calcoli eseguiti.

 


4.            Le condizioni di raccolta nei boschi di frondifere

Il bosco ticinese è multifunzionale e per quanto riguarda la funzione produttiva il concetto di accessibilità – ossia le condizioni di raccolta - è molto importante.

Il potenziale di produzione legnosa è dunque legato al concetto di “condizioni di raccolta del legname” che a sua volta dipende da alcune variabili quali la pendenza, il volume medio e la distanza di esbosco dalle infrastrutture di mobilità (strade forestali, piazzali, ecc.).

La stima della condizione di raccolta, espressa secondo i costi potenziali di raccolta del legname, è stata effettuata sia dalla Sezione forestale cantonale, sia all’interno dell’Inventario forestale federale.

Nel 2001 la Sezione forestale del Canton Ticino aveva creato un gruppo di lavoro con l’obiettivo di implementare un modello di calcolo che aveva come ipotesi la gestione del bosco di tipo produttivo [SezFor (2001)4]. Questo modello aveva l’obiettivo di classificare il bosco ticinese in base alle condizioni di raccolta del legname. In pratica si è segmentato il bosco ticinese in sei categorie5, quale risultato degli intervalli di costo d’abbattimento e di esbosco. Malgrado queste categorie si rifacciano a delle cifre monetarie, il valore cantonale è ormai superato e non più rappresentativo della realtà attuale, le stesse sono state calcolate a livello di ogni circondario e permettono dunque una visione più vicina al territorio cantonale. Infatti, benché l’inventario forestale nazionale classifichi i costi potenziali della raccolta del legname in sei categorie6; esso è calcolato a livello di singolo cantone e mancano dunque le indicazioni per i circondari forestali.

Le prossime tabelle mostrano il bosco in funzione delle condizioni di raccolta, condizioni che risultano essere importanti in un’analisi che ha anche l’obiettivo di meglio comprendere la potenzialità della produzione frondifera effettiva.

 

4 Sezione Forestale (2001), PFC, Rapporto esplicativo alla carta delle condizioni di raccolta del legname, Allegato E.

5  Categorie cantonali: Favorevole, Abbastanza favorevole, Poco favorevole, Lievemente sfavorevole, Sfavorevole, Molto sfavorevole.

6 Categorie nazionali: Fino a 50 CHF/mc, 51-75 CHF/mc, 76-100 CHF/mc, 101-125 CHF/mc, 126-150 CHF/mc, Più di 150 CHF/mc.

 


 

Tabella 6: Condizioni di raccolta, confronto nazionale, secondo i costi potenziali della raccolta del legname, (superficie in 1'000 ha, distribuzione %, bosco accessibile esclusi gli arbusteti)7

 

 

Cantone

 

Nessuna indicazione

 

fino a 50 Fr./mc

 

51 - 75

Fr./mc

 

76 - 100

Fr./mc

 

101 - 125

Fr./mc

126 -

150

Fr./mc

 

piu di 150 Fr./mc

 

TOTALE

 

Svizzera

51,2

303,6

244,4

175,9

165

102

132,3

1’174,4

4,4%

25,9%

20,8%

15,0%

14,0%

8,7%

11,3%

100,0%

 

TI

4,5

4,6

7,4

10,2

22,8

23,5

48,8

121,8

3,7%

3,8%

6,1%

8,4%

18,7%

19,3%

40,1%

100,0%

 

GR

5,7

7,2

19,8

40,4

41,8

24,5

33

172,4

3,3%

4,2%

11,5%

23,4%

24,2%

14,2%

19,1%

100,0%

 

VS

5

5,5

13

22,8

29,5

20,1

15,4

111,3

4,5%

4,9%

11,7%

20,5%

26,5%

18,1%

13,8%

100,0%

 

Fonte: IFN3

 

 

La Tabella 6 presenta i costi di raccolta secondo i costi potenziali di raccolta del legname, mettendo a confronto la media svizzera, il Ticino, il Grigioni e il Vallese.

Come si può osservare dai dati, che contemplano sia le latifoglie, che le conifere, il nostro cantone è quello che presenta le condizioni di raccolta più sfavorevoli (maggior superficie e quota percentuale sfavorevoli). La struttura del bosco ticinese, per quanto riguarda le condizioni di raccolta, è molto simile ad altri cantoni alpini quali Grigioni, Vallese e Berna. Condizioni migliori si ritrovano invece nei cantoni dell’Altopiano e del Nord- Ovest (Soletta, Zugo, Appenzello Esterno, Sciaffusa).

 

 

Tabella 7: Condizioni di raccolta delle latifoglie per circondario forestale

 

 

Circondari

Favorevole / Abbastanza Favorevole

Poco favorevole / Lievemente  sfavorevole

Sfavorevole / Molto sfavorevole

 

TOTALE

TI01

3,4%

51,0%

45,6%

100%

TI02

7,1%

42,7%

50,2%

100%

TI03

3,6%

40,7%

55,7%

100%

TI04

5,9%

40,9%

53,2%

100%

TI05

10,3%

69,5%

20,2%

100%

TI06

9,9%

56,1%

33,9%

100%

TI07

2,1%

31,0%

66,9%

100%

TI08

1,0%

30,7%

68,3%

100%

TI09

4,2%

53,9%

41,9%

100%

TICINO

5,8%

47,7%

46,5%

100%

Fonte: Carta Ceschi

 

Le condizioni di raccolta delle latifoglie a livello di circondario forestale (Tabella 7) mostrano come in Ticino mediamente solo il 5,8 percento della superficie boschiva sia favorevole o abbastanza favorevole. Le condizioni migliorano nei distretti forestali del Luganese, Mendrisiotto e Malcantone, dove le condizioni migliori raggiungono il 10%.

7 Unità di analisi: bosco accessibile esclusi gli arbusteti 


 

Le percentuali presentate nella tabella precedente forniscono un’indicazione per quanto riguarda l’accessibilità delle latifoglie a livello di circondario forestale, ma sarebbe interessante e maggiormente utile poter disporre di un dato riguardante l’accrescimento. Purtroppo non esistono dei dati che mostrano le condizioni di raccolta e l’accrescimento delle latifoglie in ogni circondario forestale; per questo motivo si è prodotto un’elaborazione che colmasse tale lacuna (Tabella 8).

Dalla Tabella 8, che mostra i metri cubi di accrescimento delle frondifere nei circondari forestali (media annua) a seconda delle condizioni di raccolta, si osserva come in Ticino annualmente l’incremento stimato per le frondifere in situazione favorevole o abbastanza favorevole è di circa 23'000 mc (6,4% del totale dell’accrescimento).

Per contro, oltre la metà dell’accrescimento (50,7%) si trova in zone “poco favorevoli” e il rimanente 42,8% in zone “sfavorevoli o molto sfavorevoli”.

 

Tabella 8: Accrescimento annuo (mc) a dipendenza delle condizioni di raccolta delle latifoglie per circondario forestale8

circondario forestale (2013)

Favorevole / Abbastanza Favorevole

Poco favorevole /Lievemente sfavorevole

Sfavorevole / Molto sfavorevole

Variabilità dei dati (max / min)

mc

MEDIA ANNUA

MEDIA ANNUA

MEDIA ANNUA

± %

TI01

84

1'268

1'133

+/- 56,2

TI02

901

5’409

6’350

+/- 32,2

TI03

146

1’652

2’265

+/- 53,7

TI04

2’790

19’291

25’119

+/- 23,2

TI05

6’902

46’369

13’450

+/- 13,4

TI06

7'604

43’102

26’003

+/- 9,2

TI07

881

13’053

28’159

+/- 24,3

TI08

242

7’503

16’715

+/- 23,2

TI09

3’540

44’964

34’934

+/- 39,1

TOTALE TI

23'090

182’520

154’129

+/- 18,8

 

Fonte: IFN3, Carta Ceschi, SezFor, elaborazione propria

 

Se consideriamo che la quantità di frondifere prodotta negli ultimi anni in Ticino si stata di oltre 45'000, è evidente come solo una parte della stessa è stata tagliata in condizioni favorevoli; una buona parte proviene necessariamente da zone sfavorevoli, in cui i prezzi di produzione relativamente elevati. 

 

8 Come si osserva dalla colonna di destra, questi risultati presentano una variabilità molto elevata poiché sono stati calcolati incrociando dati di anni e rilevamenti diversi. Inoltre si basano su un’ipotesi importante, che la distribuzione del tipo di bosco, estrapolata dalla Carta Ceschi, sia rimasta sostanzialmente simile nel tempo.


 

II Il test di segagione del legname ticinese di frondifere

Durante il test di segagione del legname ticinese di frondifere, che rappresenta il modulo iniziale del progetto di valorizzazione di questo tipo di essenze, si è proceduto alla segagione di 81,7 mc di tronchi di essenze diverse: Castagno, Ciliegio, Frassino, Quercia, Quercia americana, Robinia, Tiglio.

La segagione è avvenuta in parte con una segheria mobile (Taiabò Sagl di Leandro Custer) in due diverse località (Giordani SA, Gudo; Fratelli Zanetti, Madonna del Piano) e in parte presso una segheria fissa (Fratelli Involti, Arosio).

Questo test ha l’obiettivo di procedere alla segagione di frondifere locali di qualità B/C/D per permettere una valutazione pratica ed economica delle potenzialità del legno ticinese. Il legname scelto non deve essere necessariamente di prima qualità, proprio perché deve rispecchiare quanto è effettivamente e sufficientemente presente nei nostri boschi. Il mercato per il legno di ottima qualità è già presente e il test vuole invece cercare di valorizzare quanto attualmente viene venduto a scopo energetico.

 

1.            La vendita del legname di frondifere

Come si può osservare dal grafico (Figura 1), la produzione ticinese è più che raddoppiata nell’ultimo decennio, passando da 47'072 mc nel 2004 a 98'095 mc nel 2014 (+108% sul totale).

L’evoluzione si diversifica però sostanzialmente per le diverse tipologie di legno, con un +269% per il resinoso (2004: mc 13’963; 2014: mc 51'588) e + 40% per il frondifero (2004: 33’109 mc; 2014: mc 46’507).

Da sottolineare come il frondifero non solo sia cresciuto in modo minore del resinoso, ma come il legname frondifero d’opera sia diminuito fortemente (-73%), passando da 1867 mc (2004) a 500 mc (2014).

 

Figura 1: Ripartizione della produzione ticinesi nei diversi assortimenti legnosi, 2004-2014 (mc)

 

  

 

 

Oltre all’evoluzione decennale, il divario riguarda pure la percentuale di legno destinata all’opera piuttosto che al legname da ardere. Per quanto riguarda le frondifere, nel 2014 in Ticino la produzione di frondifere è stata di 46’507 mc, di cui solo 500 mc sono legname d’opera, il resto (46'007 mc, 98,9%) si tratta di legna da ardere.

Da queste semplici cifre si capisce quale sia la necessità e quali le potenzialità per migliorare la redditività di questo ambito se una quota maggiore di legname d’opera venisse valorizzata a prezzi più interessanti.

Siccome buona parte della legna da ardere è legno cippato, è interessante calcolare qual è il valore del legno in tronco contenuto nel cippato. Sulle base delle cifre di riferimento esposte dall’associazione mantello Economia Forestale Svizzera (www.wvs.ch), il prezzo del cippato, adattato per il Ticino, è attualmente di CHF 39,00-44,00 al mc. Partendo da questa cifre di riferimento è possibile fare il calcolo indiretto e trovare il valore del legno contenuto.

Nei costi di produzione del cippato vanno considerati 10-12 franchi di cippatura, 8-10 franchi di trasporto alla centrale termica e 3-5 franchi di spese di gestione e amministrative. L’importo rimanente, convertito con il coefficiente di 2,7 mc di cippato per 1 mc di legno, porta a 50-55 franchi il valore del mc di legno in tronco, franco deposito forestale, se utilizzato per produrre cippato.

Questo valore è importante poiché serve da riferimento e confronto con i calcoli e i risultati presentati nelle sezioni di seguito.

 

2.            I prodotti segati nel test

Durante il test sono stati segati 170 tronchi (per un totale di 81,7 mc) con l’obiettivo di ottenere dei lavorati (tavole da falegnameria, travature da carpenteria di castagno per esterni ed interni) che potessero essere valutati dagli esperti del settore (rivenditori, carpentieri, falegnami) a livello qualitativo e quantitativo.

 

Tabella 9: Tronchi segati durante il test (quantità e mc)

 

 

Legno

Taglio Giordani

(Taiabò di L. Custer)

 

Taglio Involti

(Fratelli Involti)

 

Taglio Zanetti

(Taiabò di L. Custer)

 

TOTALE

 

Tronchi

mc

 

Tronchi

mc

 

Tronchi

mc

 

Tronchi

mc

Castagno

2

0,96

54

9,66

9

4,10

65

14,72

Ciliegio

0

0

 

8

5,72

8

5,72

Frassino

13

9,19

 

11

6,61

24

15,8

Quercia

10

6,37

 

8

5,33

18

11,7

Quercia americana

4

4,92

 

0

0

4

4,92

Robinia

21

11,10

 

22

10,99

43

22,09

Tiglio

6

5,43

 

2

1,38

8

6,81

TOTALE

56

37,98

54

9,66

60

34,13

170

81,77

Per quanto riguarda i prodotti segati, ve ne sono di due tipologie, che si rivolgono rispettivamente ai falegnami e ai carpentieri:

·       Tavole da falegnameria, con uno spessore di 30/ 55/ 80 mm, adatte ad un uso in falegnameria (v. Figura 2 di seguito);

·       travature di castagno, di spessore 10/10 cm, 15/15 cm oppure 20/20 cm, segate su 3-4 lati, con rivestimento in corteccia, oppure segati su 4 lati e piallati o rustici, adatte ad un uso da carpenteria interna o esterna (v. Figura 3 di seguito)

 

Figura 2:  Deposito di tavole segate

 

 

 
 

 

 

 

 

Figura 3: Travature di castagno, diverse dimensioni e lavorazioni

 

 
  

 

 

 

3.            La valutazione della qualità del legno indigeno

Uno degli obiettivi più importanti del test pratico è la valutazione dell’idoneità del legno di frondifera ticinese per la preparazione di prodotti semilavorati o prodotti finiti.

Al fine di valutarne la qualità è stato allestito un deposito rappresentativo presso la sede di federlegno.ch a Rivera(v. Figura 4), affinché potesse venir visitato dagli operatori del settore. Il deposito è composto da tavole da falegnameria e travature di diverso tipo ed essenza; la lista del materiale esposto si trova negli allegati (Tabella 15).

Questo deposito rappresentativo è stato visitato da 8 operatori specialisti e padroni d’azienda del settore falegnameria (4), carpenteria (3) e rivendita di legname d’opera (1).

 

 

 

Figura 4: Deposito rappresentativo presso federlegno.ch a Rivera

 

 

 

 
 

 

­­­

Agli specialisti interpellati è stato richiesto di valutare i prodotti esposti secondo le seguenti variabili:

·       struttura del legno (fibratura/curvatura)

·       struttura del legno (utilizzo/scarto)

·       spaccature, fessurazioni e nodi difetti da funghi o insetti

·       colorazione e cromatura.

 

Le valutazioni medie espresse dagli operatori sono riportate nella Tabella 10. Le note sono state espresse secondo i seguenti valori:

1 = scarso/ insufficiente 2 = sufficiente

3= buona.

 

Tabella 10: La valutazione media della qualità dei prodotti esposti9

 

 

 

NOTE: 1 = scarso/insufficiente ; 2 = sufficiente ; 3 = buona

 

Qualità tronco

Struttura del legno (fibratura/ curvatura)

Struttura del legno (utilizzo/ scarto)

 

Spaccature, fessurazioni e nodi

 

Difetti da funghi o insetti

 

Colorazione e cromatura

Travatura in castagno, a 2 facce, rustica

Paleria

1,9

1,9

1,6

2,6

2,8

Travatura in castagno, a 4 facce, rustica

Paleria

2,6

2,1

1,8

2,6

2,8

Travatura in castagno a 4 facce, rifinita, piallata

Paleria

2,7

2,6

2,8

2,2

2,8

Travetti in castagno, 10/10

Paleria

1,8

1,9

1,6

2,2

2,8

Tavole in castagno, 200 cm, spess. 8 cm

A

2,8

2,9

2,5

2,5

2,9

Tavole in castagno, cm 480, spess. 3 cm

B

2,8

2,3

2,7

2,7

3,0

Tavole in ciliego, 550 cm, spess. 3 cm

C

2,2

1,7

2,2

2,2

2,6

Tavole in ciliego, 400 cm, spess. 6 cm

A

2,0

1,5

2,0

2,2

2,4

Tavole in rovere, cm 400, spess. 3 cm

C

2,0

2,0

2,2

2,4

2,4

Tavole in rovere, cm 400, spess. 6 cm

A

2,3

2,3

2,5

2,4

2,4

Tavole in Robinia, 400 cm, spess. 3 cm

D

2,3

2,2

2,5

2,6

2,8

Tavole in frassino, cm 400, spess. 3 cm

B

2,5

2,5

2,3

2,4

2,6

Tavole in frassino, cm 400, spess. 6 cm

A

2,5

2,3

2,1

2,4

2,6

Tavole in quercia americana, cm 400, spess. 5,5 cm

B

2,3

1,9

1,9

2,4

2,4

  

Le valutazioni sono interessanti e incoraggianti in quanto tutti i prodotti hanno fatto segnare una media complessiva da sufficiente a buona.

Come si può osservare, nessuna valutazione è completamente insufficiente, i valori minimi sono pari a 1,5. Alcune note insufficienti sono giustificate dal fatto che il tronco ed i prodotti benché siano di buona qualità, presentano una curvatura.

Anche i prodotti che provengono da tronchi valutati B/C presentano buoni risultati medi.

Questo risultato è di estrema importanza in quanto sancisce la buona qualità del materiale segato e dunque definisce l’idoneità delle frondifere ticinesi quale legname d’opera.

Tra le annotazioni a margine della valutazione, alcuni operatori hanno precisato che l’utilizzo di alcuni prodotti non sarebbe possibile per la loro attività; ad esempio alcuni falegnami hanno segnalato che nella loro attività utilizzano le tavole e per le travature rustiche consigliano di rivolgersi a chi si occupa di carpenteria. Un discorso analogo è stato fatto dai carpentieri, che apprezzano l’utilizzo del legno di robinia e castagno (travature e semi-lavorati destinati alla costruzione), ma fanno poco uso di tavole da falegnameria di altri materiali.

Per questo motivo, oltre alla valutazione della qualità, agli operatori è stato chiesto di fornire la loro disponibilità a pagare per i prodotti considerati. Questa disponibilità a pagare è essenziale in economia, in quanto ci fornisce un’indicazione del prezzo al quale gli operatori valorizzano i prodotti ticinesi.

Questa valorizzazione è riportata nel capitolo seguente al calcolo del costo dei prodotti ticinesi.

9 Condizioni: legno di qualità corrente, dei boschi del Ticino, umidità 30%, franco rivenditore.

 


 
 

 

 

4.            Il costo dei prodotti ticinesi

Il calcolo del costo10 dei prodotti segati è uno dei compiti in questo test pratico. Anche se non va dimenticato l’aspetto qualitativo, valutato sulla base di esperti addetti ai lavori, sul mercato le scelte tra prodotti avvengono eseguendo un confronto tra i prezzi.

Il costo dei prodotti, esposto nelle tabelle che seguono, risulta dalla somma dei costi di acquisto della materia prima (tronchi di legno tagliati, franco deposito) e dai costi risultanti dalle fasi di lavorazione (segagione, trasporto, stoccaggio, perdite di volume per l’essiccazione).

L’obiettivo di questo calcolo, che risulta in parte teorico e soggetto a variazioni, è di ottenere un valore di costo del prodotto che possa essere confrontato con il prezzo di mercato (o meglio con la disponibilità a pagare degli operatori) e poterne valutarne l’ interesse economico del legno ticinese.

 

Tabella 11: Calcolo del costo delle tavole in castagno  (importi espressi in CHF/mc o percentuali)

 

 

 

Variante

Variante

Variante

 

(Qualità B)

(Qualità C)

(Qualità D)

Prezzo di acquisto del legno in tronco al

mc11

225

175

125

Segagione con segheria

250

250

250

Lavorazione + stoccaggio

50

50

50

Trasporto e movimentazione

30

30

30

Amministr + costo capitale

30

30

30

TOTALE

585

535

485

 

Calo volumetrico per essiccazione12

-5,00%

--5,00%

-5,00%

Scarto da taglio

-37,19%

-39,72%

-42,25%

 

Costo al mc delle tavole in castagno

1’000,00

950,00

900,00

 

Come si può osservare dalla Tabella 11, il costo delle tavole in castagno essiccate, si aggira sui 900-1'000 franchi. Questo importo dovrà essere confrontato con la disponibilità pagare degli operatori, nel prossimo capitolo.

A complemento dei calcoli di costi presentati nelle tabelle, va precisato che la produzione ma soprattutto lo stoccaggio e l’essiccazione del tavolame comporta dei costi aggiuntivi specifici per la movimentazione delle stesse affinché possano essere selezionate secondo le diverse qualità. Anche questa movimentazione e scelta della qualità spiega i prezzi delle tavole che ritroviamo sul mercato.

 

Dalle tabelle di calcolo dei costi emerge anche l’importante parte di scarto che si verifica durante la segagione (35-45%). Benché nei calcoli effettuati non sia stato considerato, questo residuo dalla lavorazione (segatura e tavole di qualità insufficiente) può essere utilizzato quale legna da ardere sottoforma di cippato e permettere un recupero parziale dei costi di produzione.

 
 

 

10 La definizione di costo si riferisce all’ammontare di franchi spesi per la produzione, mentre il prezzo è da intendersi il corrispettivo in franchi richiesto o pagato per una transazione di vendita.

11 I prezzi del legno al mc sono stati ripresi da federlegno.ch (Tabella 16)

12 Il coefficiente di ritiro volumetrico dipende da molti fattori (essenza, dimensione del prodotto, tipo di taglio nel tronco, ecc.), ed è composto dalla somma arrotondata dei coefficienti assiale, tangenziale e radiale. Per il castagno e per la robinia è stato arrotondato al 10%.


 

Tabella 12: Calcolo del costo delle tavole in robinia (prezzo al mc)

 

 

(se non indicato, valori in CHF)

Variante

Variante

Variante

(Qualità B)

(Qualità B-C)

(Qualità C, Industria)

Prezzo di acquisto del legno in tronco al mc13

200

150

100

Segagione con segheria

250

250

250

Lavorazione + stoccaggio

50

50

50

Trasporto e movimentazione

30

30

30

Amministr + costo capitale

30

30

30

TOTALE

560

510

460

 

Calo volumetrico per essiccazione14

-5,00%

--5,00%

-5,00%

Scarto da taglio

-37,19%

-39,72%

-42,25%

 

Costo al mc delle tavole in robinia

975,00

925,00

875,00

 

 

Per la robinia, dal calcolo emerge un minor costo di 25 CHF per ogni prodotto, dovuto al minore costo di acquisizione dei tronchi da segare.

 

Tabella 13: Calcolo del costo travature in castagno (prezzo al mc)

 

 

Variante

(se non indicato, valori in CHF)

(Qualità Paleria)

Prezzo di acquisto del legno in tronco al mc

175

Segagione con segheria

350

Lavorazione + stoccaggio

50

Trasporto e movimentazione

30

Amministr + costo capitale

20

TOTALE

625,00

 

Scarto da taglio

-20%

 

Costo al mc delle travature in castagno

780,00

Per quanto concerne il costo della materia prima per le travature in castagno, secondo un operatore del settore, il prezzo al quale già attualmente la materia prima, ossia la paleria, viene venduta sul mercato è di CHF 150,00/200,00 al metro cubo. 

 
 

 

13 I prezzi del legno al mc sono stati ripresi da federlegno.ch (Tabella 16)

14 Il coefficiente di ritiro volumetrico dipende da molti fattori (essenza, dimensione del prodotto, tipo di taglio nel tronco, ecc.), ed è composto dalla somma arrotondata dei coefficienti assiale, tangenziale e radiale. Per il castagno e per la robinia è stato arrotondato al 10%.


 

Per il calcolo del costo di segagione delle travature è stato anzitutto calcolato un tempo di lavorazione (15 minuti per trave) al prezzo di 120,00 CHF al metro cubo; per il calcolo della necessaria cubatura si è considerata una lunghezza media di 3 metri.

Il costo al metro cubo così calcolato ammonta a 780,00 franchi. Va precisato qui che questo prezzo è calcolato mediamente per tutte le travature in castagno, anche se alcune richiedono più lavorazione e dunque presentano un costo maggiore, mentre che le travature con solo due piani segati hanno un costo di produzione inferiore.

 

5.            La disponibilità a pagare degli operatori del settore

Affinché ogni prodotto sia valorizzato sul mercato è essenziale che venga venduto, o nel caso di una progettazione test come quella in oggetto, venga dichiarata dagli operatori della filiera bosco-legno la propria disponibilità a pagare.

Nel campo economico l’attendibilità della dichiarazione di disponibilità a pagare ogni tanto è messa in discussione, in quanto non si tratta di un acquisto effettivo e dunque è pur sempre di una disponibilità teorica. Inoltre, capita spesso che gli operatori la considerino strategica per influenzare il mercato e dunque si astengano dal dichiararla. Ciò si è riscontrato anche in questo test, in quanto gli operatori hanno espresso solo parzialmente le loro valutazioni monetarie.

Malgrado tutto ciò la disponibilità a pagare è l’unica misura valida per verificare a questo punto se il legno di frondifera ticinese disponga di uno spazio commerciale sul mercato.

 

Tabella 14: Disponibilità a pagare per i prodotti ticinesi da parte degli operatori del settore

 

 

 

Importi in CHF

Falegname nr 4

 

Carpentiere nr. 1

 

Rivenditore nr. 1

Travatura in castagno, a 2 facce, rustica

 

800

 

700

Travatura in castagno, a 4 facce, rustica

900

800

Travatura in castagno a 4 facce, rifinita, piallata

1’000

900

Travetti in castagno, 10/10

 

700

Tavole in castagno, 200 cm, spess. 8 cm

1'700 - 1'900

1’250

1’250

Tavole in castagno, cm 480, spess. 3 cm

1'700 - 1'900

 

1’200

Tavole in ciliego, 550 cm, spess. 3 cm

1'700 - 1'900

 

1’200

Tavole in ciliego, 400 cm, spess. 6 cm

1'700 - 1'900

 

1’200

Tavole in rovere, cm 400, spess. 3 cm

1'700 - 1'900

 

1’100

Tavole in rovere, cm 400, spess. 6 cm

1'700 - 1'900

 

1’100

Tavole in Robinia, 400 cm, spess. 3 cm

1'500 - 1'600

 

 

 

1’500

Tavole in frassino, cm 400, spess. 3 cm

1'600 - 1'800

 

 

 

 

Tavole in frassino, cm 400, spess. 6 cm

1'600 - 1'800

 

 

 

 

Tavole in quercia americana, cm 400, spess. 5,5 cm

1'600 - 1'800

 

 

 

1’100

Le valutazioni espresse riprendono le disponibilità dei tre categorie professionali importanti a questo livello: i falegnami, i carpentieri e i rivenditori. I dati presentano una buona coerenza, infatti il rivenditore che si trova a monte della filiera, presenta prezzi di acquisto inferiori ai falegnami e ai carpentieri, in quanto egli è il fornitore di queste due categorie e dunque la differenza riprende anche il suo necessario margine di guadagno.

L’elemento chiave di questo confronto tra attori contrapposti (venditori e acquirenti, entrambi della filiera bosco-legno) è la disponibilità a pagare dichiarata, maggiore rispetto al costo di produzione del legname.

Il test eseguito dimostra così che vi è un potenziale interesse per questi prodotti, per i quali è stato espresso un prezzo che li valorizza. Ciò significa che trasformare ulteriormente il legname frondifero, che attualmente viene unicamente bruciato, sembra avere un chiaro tornaconto economico.

A conferma della bontà del prodotto si può aggiungere che il rivenditore consultato si è detto disposto a ritirare tutto il materiale esposto.

  

6.            Valutazione della prima fase del progetto di valorizzazione delle frondifere

Al termine di ogni progetto è essenziale effettuare un consuntivo che permetta di raccogliere i risultati e valutare l’opportunità di proseguire finalizzata a raggiungere l’obiettivo primario di valorizzazione delle frondifere ticinesi. Le considerazioni e conclusioni di questa prima fase essenzialmente pratica, serviranno poi da base per delineare i temi che si vorranno maggiormente approfondire nella seconda fase di valorizzazione.

I risultati sin qui ottenuti sono esposti nelle due seguenti sezioni e riguardano l’ambito operativo e quello della comunicazione e organizzazione.

Risultati operativi

·       Qualità dei nostri boschi: il test ha confermato che nei nostri boschi esiste legno frondifero di qualità, idoneo a fini produttivi. La difficoltà risiede piuttosto nel saper utilizzare il legno adatto per ogni prodotto affinché sia valorizzato al meglio;

·       Quantità di legname in bosco: per la segagione del test si è voluto attingere a tronchi presenti nei depositi degli impresari forestali, destinati alla produzione di cippato.

E’ necessario approfondire nel dettaglio quanto sia la disponibilità in bosco di questo legname;

·       Le condizioni di taglio: definiscono la quantità e la redditività. Il Canton Ticino è ricco di boschi, ma solo il 5,8% si trova in zone favorevoli al taglio. Ciò condiziona anche i costi e dunque la redditività; la migliore valorizzazione del legname potrebbe permettere di operare anche in situazioni meno favorevoli;

·       Il test e i calcoli: mostrano come sia possibile commercializzare parte della produzione legnosa a dei valori superiori a quanto fatto sinora, i cui tronchi sono spesso utilizzati sottoforma di cippato a circa 50-55,00 CHF/mc;

·       Il 98,9% della produzione frondifera: viene destinata a cippato o legna da ardere e serve dunque a coprire un fabbisogno energetico. Qualora vi fosse una migliore valorizzazione della produzione, con una parte maggiore destinata a legname d’opera, sarebbe ipotizzabile incrementare i tagli di bosco per coprire adeguatamente il fabbisogno energetico. Questo migliorerebbe lo sfruttamento del bosco ticinese, in sintonia con gli obiettivi fissati dalla della Sezione forestale (Visione decennale: 150'000 mc annui; PFC 2007, pg.29);

·       I risultati del test pratico contribuiscono a migliorare l’indotto della filiera bosco-legno, generando reddito e possibilità occupazionali in termini di posti di lavoro.

Comunicazione e organizzazione

·       Collaborazione e scambio di idee con associazioni di operatori della filiera bosco-legno (falegnami, carpentieri, segherie e impresari forestali); presentazione dei risultati ai singoli comitati e alle assemblee ordinarie delle associazioni.

·       Serie di conferenze/incontri sul tema del legno frondifero, destinate ad architetti, progettisti e aziende del settore. Un buon risultato è stato ottenuto con un corso ad hoc presso l’Accademia di Architettura di Mendrisio.

·       Accompagnamento a eventi organizzati da grossi rivenditori, presenziando con legname segato durante il progetto di valorizzazione. Un buon risultato è stato ottenuto con la ditta Somazzi SA.

 

7.            Tematiche emerse durante il test e proposte esecutive

Qui di seguito sono esposte alcune tematiche che, dopo aver terminato la prima fase, sarebbe opportuno sviluppare nel corso dei prossimi mesi.

 

 Esigenze tecniche della travatura di castagno per l’uso in carpenteria e per edilizia in genere

L’essenza di Castagno è maggioritaria in tutta la fascia castanile del Ticino. Tra i diversi prodotti di legname frondifero quello di castagno è conosciuto e apprezzato a livello svizzero quale paleria grezza o tavolame.

Un ulteriore segmento di mercato potrebbe profilarsi verso il settore della carpenteria e dell’edilizia in genere tramite la diffusione di travatura di castagno trasformata in segheria a 2 o 4 facce. Questa oggettiva e allettante possibilità di ampliarne l’utilizzo, ha portato in essere il bisogno di testare la statica della travatura in presenza del difetto di “cipollatura” affinché sia definita scientificamente la resistenza per un uso nelle costruzioni. Purtroppo questo difetto molto diffuso tra i nostri castagni, attualmente limita fortemente l’utilizzo di tale prodotto a causa della mancanza di dati tecnici di riferimento.

Oggigiorno è imprescindibile garantire la sicurezza di un prodotto rispetto a cose e persone; per questa ragione viene richiesto da prassi normativa un attestato di resistenza dei materiali che possa garantirne l’uso.

 

Riconoscibilità del prodotto Legno Ticino (Marchio Ticino)

Gli scambi di merci e servizi a livello mondiale negli ultimi decenni hanno subito una crescita esponenziale. Il legno e i suoi prodotti non fanno eccezione e le tabelle relative alle importazioni confermano appieno questo fenomeno.

Questi prodotti messi sul mercato, sono spesso creati con legname presente in abbondanza nei boschi ticinesi e fanno dunque concorrenza diretta agli operatori indigeni del settore. La concorrenza è impari, poiché è ben noto come il costo del lavoro contribuisca a rincarare questi prodotti mandandoli così spesso fuori mercato.

Nel 2015 a livello svizzero si sono registrate numerose iniziative anche a livello politico a favore della promozione e dell’utilizzo del Legno Svizzero.

Anche in Ticino, la soluzione praticabile a breve termine per favorire la sensibilizzazione dell’uso del legno indigeno, è di attestarne la provenienza locale attraverso il marchio Legno Ticino, permettendo così la riconoscibilità e la tracciabilità. Legno Ticino risulterebbe perfettamente complementare al marchio Legno Svizzero di cui sopra e rivolto in particolare alla promozione delle essenze tipiche dei boschi frondiferi ticinesi; Castagno e Robinia.

Recentemente il Parlamento nazionale ha ratificato una proposta proveniente dal settore economico del legno nella quale si chiedeva il vincolo del marchio Legno Svizzero per l’utilizzo del legname nelle costruzioni pubbliche in divenire. Una tale misura si potrebbe auspicare anche per i pubblici appalti cantonali e rivolta a promuovere le nostre essenze principali qualora fosse creato anche da noi il marchio Legno Ticino.

federlegno.ch potrebbe implementare e gestire il marchio Legno Ticino quale associazione mantello del settore bosco-legno.

 

Accesso al mercato / piattaforma per una borsa del legno

Questa prima fase del progetto ha dimostrato che esistono le condizioni di fondo per valorizzare il legname ticinese (frondifero e resinoso); occorre ora chinarsi sul come si vuole sviluppare questo mercato.

Benché parte della dottrina di mercato sia persuasa che esso operi in modo efficiente senza intervento alcuno, sembra qui opportuno cercare di risolvere alcuni problemi operativi sul come far giungere i prodotti partendo dalla parte alta della filiera (impresari forestali) sino agli utilizzatori del frondifero (falegnami, carpentieri) e ai rivenditori grossisti.

Le problematiche sono molteplici; dalla cultura d’impresa del singolo impresario forestale, al ruolo attuale delle segherie rimaste, alla reciproca conoscenza e collaborazione con i rivenditori tramite lo sviluppo di una rete di vendita efficiente del materiale grezzo o semi-lavorato.

Una soluzione da approfondire per la messa in opera di una rete di vendita volta a rilanciare un circolo virtuoso legato al legname ticinese come pure al resto del mercato, sarebbe la creazione di una borsa del legno virtuale.

Una piattaforma di informazione e scambio di conoscenza legate alla domanda/offerta del mercato del legname indigeno, dovrebbe creare le condizioni favorevoli per attivare l’interesse anche nazionale verso i nostri prodotti. Una ulteriore strategia complementare per penetrare il mercato in forma attualizzata al passo con i bisogni dell’imprenditoria sarebbe anche lo sviluppo parallelo di una APP per smartphone. Uno strumento snello con il quale amplificare l’interesse del mercato specifico del legno con la quotidianità di utilizzo rutinaria propria del consumatore.

federlegno.ch potrebbe implementare e gestire la piattaforma della borsa del legno quale associazione mantello del settore bosco-legno.

 

Disponibilità di legname idoneo in bosco

Il test pratico sin qui effettuato aveva l’obiettivo di valutare qualità e quantità di legname frondifero indigeno partendo dai tronchi impilati nei depositi, che gli imprenditori forestali che avrebbero poi provveduto a trasformarlo in cippato.

L’interrogativo che sorge a questo punto è quello relativo alla quantità di questo materiale in bosco. Si vuole infatti evitare di vendere ciò che nella realtà non esiste. La stima dell’accrescimento annuo secondo le condizioni di raccolta ha mostrato come solo metà della produzione può aver teoricamente luogo in condizioni di raccolta ottimali.

Per meglio poter organizzare il lavoro degli operatori del settore e delle istituzioni preposte alla gestione del bosco, si ritiene che sarebbe opportuno eseguire un rilevamento che permetta di stimare in modo puntuale la qualità presente nei boschi di produzione ticinesi.

 

8.            Allegati

 

8.1.           Il deposito rappresentativo presso federlegno.ch a Rivera

  

Tabella 15: Lista dei prodotti esposti a Rivera (tipo, dimensioni, qualità, essenza)

 

 

Prodotto

 

Dimensione

 

Essenza

 

Qualità tronco

Travatura a 2 facce, rustica

15-20 cm / 15-20 cm

Castagno

Paleria

Travatura a 4 facce, rustica

15-20 cm / 15-20 cm

Castagno

Paleria

Travatura a 4 facce,  rifinita, piallata

20 cm / 20 cm

Castagno

Paleria

Travetti

10 cm / 10 cm

Castagno

Paleria

Tavole

lungh. 200 cm, spess. 8 cm

Castagno

A

Tavole

lungh. 480 cm, spess. 3 cm

Castagno

B

Tavole

lungh. 550 cm,  spess. 3 cm

Ciliegio

C

Tavole

lungh. 400 cm, spess. 6 cm

Ciliegio

A

Tavole

lungh. 400 cm, spess. 3 cm

Quercia

C

Tavole

lungh. 400 cm, spess. 6 cm

Quercia

A

Tavole

lungh. 400 cm, spess. 3 cm

Robinia

D

Tavole

lungh 400 cm, spess. 3 cm

Frassino

B

Tavole

lungh. 400 cm, spess. 6 cm

Frassino

A

Tavole

lungh. 400 cm, spess. 5,5 cm

Quercia americana

B

 

 

8.2.           Prezzi di vendita consigliati, 2015

 

Tabella 16:  Prezzi di vendita consigliati, legname ticinese, 2015 (CHF/mc)

 

 

Specie

Prezzi franco deposito, su strada camionabile 40 To, per categoria

B

C

D

Faggio

85

70

-

Quercia

160-180

90-100

-

Frassino

80-100

60-80

-

Acero

100-110

50-70

-

Castagno

200-250

150-200

100-150

Robinia

170-200

130-150

80-100

Tiglio

95

60

-

Ciliegio

160-180

90-100

-

Betulla

80-100

50-70

-

Fonte: federlegno.ch15

 
 

 

15 La tabella è stata elaborata da federlegno.ch sulla base delle indicazioni di mercato a livello svizzero e in collaborazione con i servizi forestali ticinesi.

 


 

Tabella 17: Differenza tra volume iniziale e volume finale, tra essenze e qualità

 

 

 

Castagno

Frassino

Quercia

americana

Quercia

Robinia

Tiglio

TOTALE

DATO

CALCOLI16

A

 

-38%

 

-21%

 

 

-35%

-34,65%

B

-39%

-41%

-46%

-32%

-45%

-45%

-24%

-37,19%

C

 

-59%

-46%

-31%

-40%

-24%

-37%

-39,72%

C+

 

 

 

 

-37%

 

-37%

 

D

-49%

-53%

-28%

 

-44%

-48%

-43%

-42,25%

D+

 

 

 

 

-43%

 

-43%

 

 

Fonte: tagli federlegno.ch, elaborazione Grineco

 

Tabella 18: Differenza tra volume iniziale e volume finale, a seconda dello spessore tagliato

 

 

Spessore

TOTALE

30 mm

-42%

55 mm

-42%

80 mm

-27%

TOTALE

-40%

  

Tabella 19: Differenza tra volume iniziale e volume finale, a seconda del tipo di legno

 

Tipo legno

TOTALE

Castagno

-43%

Frassino

-44%

Quercia

-30%

Quercia americana

-40%

Robinia

-42%

Tiglio

-38%

TOTALE

-40%

 

 
  

 

 

16 I dati calcolati possono sembrare spesso distorti, dovuto al fatto che non per tutte le essenze esistono tutti i tipi di qualità (ad esempio per la robinia non presenta tronchi di qualità A). Per ottenere una percentuale utilizzabile nei calcoli, qui presentata, è stato necessario procedere ad un’interpolazione che facesse capo a essenze e qualità diverse.